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Sulle mie influenze
I
L’uomo ripetuto come eco nell’ingiustizia
sotto sfruttamento a raffiche, sotto metallo di dittatura, accerchiato dall’ipocrisia
invalido di sparatorie d’impossibile.
L’uomo che vidi graffiato da esilii, distrutto da macchine distrutte, morsicato dalla stampa puttana.
L’uomo in mezzo agli uomini affogato in abissi di tempo,
riempito di piombo imperiale, venduto da tutti i traditori.
L’uomo alzato tuttavia voce in pugno lotta in bocca
capace di tenerezza di rosa nel petto invincibile nella sintesi del sogno.
E l’amore, oh amore, nel centro delle ore come un bambino che reclama le mie braccia.
II
Una foto di Chaplin dove ridono i miei figli e il silenzio col quale a volte mi guardi.
III
La tenerezza questa sostanza imperturbabile dei miei amici.
IV
Qualche ora di fronte al mare dove la vasta rete del silenzio ruba lampi alle parole
e il rumore di chiglie e coperte traccia scie, solchi di luce dove nascono i passeri.
V
E l’ariafuocoterracquamore che tu sei baciorifugio, liquore del crepuscolo e goccia accesa di musica nelle mani.
VI
E la musica nelle mani voglio dire la musica
VII
E le mani voglio dire la volontà degli uffizi terrestri.
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